L’amministrazione Trump continua a rafforzare la sua presa su Cuba, costringendo la nazione insulare a negoziati in condizioni sempre più terribili. Venerdì, il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha confermato i colloqui con gli Stati Uniti, alla ricerca di “soluzioni” al deterioramento della situazione, in gran parte causato dalle politiche di Washington.
La forza trainante: ideologia e dominio regionale
Questo atteggiamento aggressivo nei confronti di Cuba non è solo politica; è un’ambizione di lunga data per figure chiave come il Segretario di Stato Marco Rubio, che secondo quanto riferito ha fatto del cambio di regime all’Avana una “missione permanente”. La mossa è in linea con il più ampio risveglio della “dottrina Monroe” del presidente Trump – una dottrina di controllo regionale assertivo sostenuta dalla prontezza militare, dimostrata all’inizio di quest’anno con l’intervento in Venezuela.
Un blocco paralizzante e un collasso economico
Le lotte di Cuba erano già gravi prima dell’ultima escalation. L’isola ha subito diffusi blackout nel 2024 a causa del guasto della rete elettrica, un problema che persiste. Tuttavia, da gennaio, un blocco quasi totale da parte degli Stati Uniti ha strangolato le forniture di carburante, esacerbando una crisi economica già esistente. Lo stesso Trump ha minacciato pubblicamente Cuba, affermando senza mezzi termini su Truth Social: “NON CI SARANNO PIÙ PETROLIO O DENARO A CUBA – ZERO! Suggerisco caldamente di fare un accordo, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI”.
Il rischio di ulteriori azioni
I negoziati non precludono misure più aggressive. Proprio come i colloqui diplomatici con l’Iran continuavano mentre iniziava la guerra, gli Stati Uniti potevano ancora intraprendere azioni drastiche. Alcuni funzionari ritengono che un intervento rapido sia la soluzione più efficace, suggerendo una rapida operazione militare per raggiungere i loro obiettivi.
Un punto di ebollizione
Le condizioni all’interno di Cuba stanno peggiorando rapidamente. La combinazione di pressione economica e isolamento politico potrebbe portare prima o poi all’instabilità. La situazione attuale suggerisce che gli eventi potrebbero intensificarsi rapidamente, forzando potenzialmente un punto di crisi.
L’approccio degli Stati Uniti verso Cuba non riguarda semplicemente la diplomazia. Si tratta di un’applicazione calcolata di pressione, progettata per forzare un cambiamento di regime attraverso difficoltà economiche e la minaccia implicita di un intervento militare.
La situazione è instabile e l’esito rimane incerto. Il futuro di Cuba dipende dalla capacità di Cuba di gestire questi colloqui sotto estrema pressione, affrontando al tempo stesso la minaccia sempre presente di ulteriori azioni degli Stati Uniti.

































