Per decenni, la Finlandia ha integrato l’alfabetizzazione mediatica nel suo curriculum nazionale, a partire dagli studenti in età prescolare, per fornire ai suoi cittadini gli strumenti per identificare la disinformazione. Questo approccio proattivo si sta ora espandendo per includere l’alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale, guidato dal crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale nella diffusione di false narrazioni, in particolare dalla vicina Russia.
Decenni di alfabetizzazione mediatica come sicurezza nazionale
L’impegno della Finlandia nei confronti dell’alfabetizzazione mediatica non è meramente accademico; è considerato una componente fondamentale della sicurezza nazionale. Il confine di 1.340 chilometri del Paese con la Russia sottolinea l’importanza strategica di una popolazione resistente alla propaganda e alle false affermazioni. Dagli anni ’90, il curriculum si è evoluto per affrontare le minacce emergenti, includendo ora i deepfake e la disinformazione generata dall’intelligenza artificiale.
“Pensiamo che possedere buone competenze di alfabetizzazione mediatica sia una competenza civica molto importante”, afferma Kiia Hakkala, specialista pedagogica della città di Helsinki. “È molto importante per la sicurezza della nazione e per la sicurezza della nostra democrazia”.
Alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale: la prossima frontiera
L’urgenza di incorporare l’alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale nell’istruzione si è intensificata in seguito alle crescenti campagne di disinformazione della Russia in Europa dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. La recente adesione della Finlandia alla NATO nel 2023 ha ulteriormente accentuato le tensioni, sebbene Mosca neghi l’ingerenza negli affari di altri paesi.
Insegnanti come Ville Vanhanen della Tapanila Primary School stanno già insegnando agli alunni di quarta elementare come valutare i contenuti online. Gli studenti stanno imparando a identificare immagini e video manipolati, un’abilità che diventerà sempre più critica con l’avanzare degli strumenti di intelligenza artificiale.
Sforzo collaborativo: media, istruzione e governo
L’approccio della Finlandia non si limita alle scuole. Le organizzazioni dei media, come Helsingin Sanomat, partecipano attivamente distribuendo notizie verificate e materiale educativo, incluso l’“ABC Book of Media Literacy” a ogni quindicenne. Questo sforzo di collaborazione tra istruzione, media e governo crea un solido sistema per contrastare la disinformazione.
“Per noi è davvero importante essere visti come un luogo in cui è possibile ottenere informazioni verificate, di cui ci si può fidare e che vengono fornite da persone che si conoscono in modo trasparente”, spiega Jussi Pullinen, caporedattore di Helsingin Sanomat.
La sfida crescente dei falsi generati dall’intelligenza artificiale
Gli esperti avvertono che con il miglioramento della tecnologia AI, distinguere tra contenuti reali e falsi diventerà esponenzialmente più difficile. Martha Turnbull, direttrice dell’influenza ibrida presso il Centro europeo di eccellenza per la lotta alle minacce ibride, osserva che gli attuali falsi generati dall’intelligenza artificiale sono ancora relativamente facili da individuare a causa della loro qualità inferiore. Tuttavia, questo vantaggio non durerà.
“È già molto più difficile nello spazio dell’informazione individuare cosa è reale e cosa non lo è”, afferma Turnbull. “Man mano che questa tecnologia si sviluppa, in particolare mentre ci muoviamo verso cose come l’intelligenza artificiale, penso che potrebbe diventare molto più difficile per noi individuarla.”
L’approccio tempestivo e globale della Finlandia all’alfabetizzazione mediatica e all’intelligenza artificiale la posiziona come leader nella lotta alla disinformazione, ma la continua evoluzione dell’intelligenza artificiale richiede un adattamento e una vigilanza continui. La posta in gioco è alta: il futuro della democrazia dipende da una popolazione in grado di valutare criticamente le informazioni che consuma.
