Apple integrerà l’intelligenza artificiale Gemini di Google nel suo prossimo aggiornamento Siri, il cui lancio è previsto entro la fine dell’anno. Questa mossa segna un cambiamento significativo per Apple, che ha faticato a tenere il passo con i concorrenti nel panorama dell’intelligenza artificiale in rapida evoluzione. La partnership, confermata in una dichiarazione congiunta, fa seguito a mesi di speculazioni secondo cui Apple avrebbe bypassato il ChatGPT di OpenAI a favore della tecnologia più avanzata di Google.
L’accordo: una scommessa da un miliardo di dollari sui Gemelli
I rapporti suggeriscono che Apple è disposta a pagare a Google circa 1 miliardo di dollari all’anno per l’accesso a Gemini. La decisione arriva dopo che gli sforzi interni per sviluppare i propri modelli di intelligenza artificiale fondamentali, secondo quanto riferito, si sono bloccati. Il rilascio di Gemini 3 è considerato un importante passo avanti e le fonti affermano che OpenAI è entrato in modalità “codice rosso” come risultato della nuova tecnologia.
Apple assicura agli utenti che Apple Intelligence, il termine generico per le sue funzionalità AI, continuerà a funzionare localmente sui dispositivi rispettando i rigorosi standard sulla privacy di Apple.
Perché è importante: recuperare terreno nella corsa all’intelligenza artificiale
Questo accordo evidenzia l’attuale posizione di Apple. Nonostante sia una delle aziende di maggior valore al mondo, è in ritardo nello sviluppo dell’intelligenza artificiale di base. Invece di costruire da zero, Apple si appoggia a Google per l’intelligenza di base della sua Siri di prossima generazione.
La mossa sottolinea anche la relazione finanziaria esistente tra i due giganti della tecnologia. Google aveva precedentemente pagato ad Apple 20 miliardi di dollari nel 2022 per mantenere il suo motore di ricerca come predefinito sui dispositivi Apple. Ora, una parte di quel flusso di cassa si sta invertendo, con Apple che finanzia Google per migliorare Siri.
Divulgazione e contesto
Vale la pena notare che la società madre di CNET, Ziff Davis, è impegnata in una causa sul copyright contro OpenAI, sostenendo l’uso non autorizzato del suo materiale nell’addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale. Questo contesto non influisce sul resoconto fattuale sulla partnership tra Apple e Google, ma è rilevante per l’ecosistema AI più ampio.
In conclusione, la dipendenza di Apple da Google Gemini per Siri dimostra che anche i leader tecnologici a volte esternalizzano quando l’innovazione richiede competenze esterne. La partnership è una mossa strategica per rimanere competitivi, ma evidenzia anche gli attuali limiti di Apple nello sviluppo dell’intelligenza artificiale di base.
